GASTRONOMIA, AVANZANO IL CIBO? LO REGALANO AI POVERI, BRAVI.

GASTRONOMIA, AVANZANO IL CIBO? LO REGALANO AI POVERI, BRAVI.

20 Gennaio 2019 0 Di IlVittogram

Finalmente una notizia che ha un lieto fine, parliamo di persone semplici che gestiscono una gastronomia e che con il loro cibo avanzato sfamano i poveri, un gesto di civiltà e di buon cuore che tanti dovrebbero prendere esempio.

Arancine, calzoni fritti, pane ca’ meusa, anelletti al forno etc. È Palermo Nord – Sud Food, una piccola gastronomia-rosticceria di specialità siciliane con annesso bar in via Santa Geltrude. Ora campione anche di bontà

BOLZANO. Arancine, calzoni fritti, pane ca’ meusa, anelletti al forno etc. È Palermo Nord – Sud Food, una piccola gastronomia-rosticceria di specialità siciliane con annesso bar in via Santa Geltrude, di fronte al campo Coni Oltrisarco. La titolare, Maria Cristina Dascalu, ci pensava da tempo, ieri ha deciso di iniziare: d’ora in poi all’orario di chiusura, a seconda dei giorni le 21 o le 22, il cibo invenduto verrà regalato a chi dimostri di averne bisogno.

Una delle tante iniziative che in questi mesi si stanno moltiplicando in città, a partire dai Cacciatori di briciole, fino alla raccolta di cibo invenduto al termine delle giornate di Fiera, per non parlare dello storico Banco alimentare. Prima si è postato un messaggio sulla pagina Facebook del locale, poi si è deciso di informare anche il gruppo Mamme di Bolzano, non sia mai che anche lì qualcuno/a ne abbia bisogno. Senzatetto, famiglie bisognose. Non sarà un servizio garantito, nel senso che dipenderà da come andranno gli affari il tal giorno.

«Perché non sai mai quanto vendi». I cibi della tradizione meridionale offerti dal locale vengono cucinati quotidianamente. «Si potrebbero tranquillamente mangiare anche il giorno successivo, ma ci teniamo ad offrire un prodotto al top», spiega la titolare. A volte, tipo quando le scuole professionali di fronte sono chiuse, si vende meno, a volte invece si finisce quasi tutto.

«Ai miei collaboratori, a qualche cliente abituale, dicevamo già: portati a casa questo, portati a casa quello. Ma avanzava comunque sempre tanto, troppo. Non mi andava proprio giù, di buttare via del cibo». Ora, l’unica remora è che magari qualcuno se ne approfitterà per mangiare gratis, «ma speriamo di no». Un atto generoso, «ma non è che andremo in rovina per questo. Se un locale funziona non è che regalando l’invenduto va in crisi, si chiude per ben altri motivi».(da.pa)

 

articolo originale di altoadige.it