SindacA, MinistrA, AssessorA, non ne posso più.

SindacA, MinistrA, AssessorA, non ne posso più.

8 Novembre 2018 Non attivi Di IlVittogram

Sindaca, Ministra, Assessora, non ne posso più!!
Questi termini boldriniani neo-femministi hanno veramente rotto, si è storpiata una lingua, e tutti come zombie a cambiare il proprio dizionario per il nuovo liberismo. A parte il fatto che non si possono sentire questi vocaboli, ma dico, l’avesse fatto un nuovo Dante Alighieri capirei, ma lo ha fatto la Boldrini per fini prettamente politici.
Insomma, amici italiani, rifiutatevi di usare questi termini che oltre ad essere brutti ed impronunciabili, sono anche discriminatori secondo me, ghettizzano le donne in un vocabolo. Spero di essere stato chiaro nel mio pensiero.
Stupendo questo articolo del fatto quotidiano dove Sgarbi diceva la sua su questo scempio alla lingua italiana.

Boldrini? No, Boldrini è plurale, lei è una e donna. Quindi Boldrina. Presidentessa della Camera dei deputati e delle deputate, maschi e femmine. Ma perché allora non Presidenta. Nella sua visione è giusto chiamare un ministro ministra e un sindaco sindaca”. Vittorio Sgarbi se la prende con il presidente della Camera Laura Boldrini e con il suo uso del femminile per declinare i ruoli politici “sindaca” e “ministra”. Sgarbi ricalca il pensiero del presidente emerito Giorgio Napolitano che ha definito “orribili” e “abominevoli” i termini ministro e sindaco declinati al femminile: “Ora cara Boldrina, sia precisa, ci dica chi è lei… lei è la grammatica? Lei stabilisce che non è giusto chiamare sindaco una sindaca e ministro una ministra? Ai ruoli non si applicano i sessi, rimangono tali e quali. Come la persona rimane persona anche quando si riferisce ad un uomo, non diventa persono. E tu sei una zucca vuota, una capra… fortunatamente non un capro”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it